teatro di dioniso




TEATRO DI DIONISO / FESTIVAL DELLE COLLINE TORINESI
ASTI TEATRO 30 / Residenza Multidisciplinare di Asti / CRUT Torino
con il sostegno di Regione Piemonte


presentano
PASSIO LAETITIAE ET FELICITATIS
uno studio dal romanzo omonimo di GIOVANNI TESTORI
adattamento teatrale di Valter Malosti

uno spettacolo di Valter Malosti



con
Laura Marinoni
e
Silvia Altrui

direzione tecnica e luci Francesco Dell’Elba
suono G.U.P. Alcaro
spazio scenico Carmelo Giammello
costumi Federica Genovesi
scelte musicali Valter Malosti

musiche di
Antonio Amenduni, Don Backy, Leo Ferrè, Philip Glass, New Composers,
John Tavener, Luigi Tenco, Giuseppe Verdi

macchinista Antonio Trullo
assistente volontario alla regia Laura Favero Fransos
organizzazione Paolo Ambrosino, Federico Alossa
amministrazione Fiammetta Demurtas

si ringrazia Alain Toubas per aver concesso i diritti dell’opera di Testori
si ringrazia il Comune di Pecetto per il sostegno alla realizzazione dello spettacolo


Foto di Federico Riva


Passio Laetitiae et Felicitatis
Il romanzo Passio Laetitiae et Felicitatis (1975) di Giovanni Testori narra la tragica ed insieme tenerissima storia d'amore, dentro una Casa conventuale, tra Suor Felicita e un’orfana quasi bambina (Letizia). Felicita tenta di strappare all’oscurità le parole che possano raccontare la sua vita in un crescendo visionario di sesso, morte e religione; in cui la bestemmia rincorre l’amore per il Cristo, l’osceno rincorre l’ascesi, il porno rincorre la pittura sacra, le canzonette rincorrono il melodramma, il teatro rincorre se stesso e stana lo spettatore, “spettacolante”, “partecipante”, attraverso una risata nera da avanspettacolo cimiteriale.
Immagino per questo mio studio uno spazio che sia una soglia, una sorta di sospensione tra la vita e la morte, come in una fotografia di Witkin, uno spazio sacro ancorché grottesco, in cui l’immaginario “alto” incontra la cultura popolare, in cui dunque ridere, piangere ed emozionarsi non sia vietato da nessuna legge teatrale o critica.
Passio Laetitiae et Felicitatis appartiene a pieno titolo allo stesso magma linguistico ed emotivo dei magnifici testi teatrali della “trilogia degli scarrozzanti” (Ambleto, Macbetto ed Edipus), originale rivisitazione di argomenti e protagonisti del teatro classico; lì, come in Passio lo strumento espressivo è una lingua inventata, coacervo di lombardo, italiano del seicento e volgare; una lingua potente e poetica, straziante e grottesca.
Ed eccomi ad assecondare l’intuizione, dentro questa particolarissima Passio, di un atto teatrale, nell’inesausta ricerca delle mie radici espressive, un atto teatrale che sarebbe impossibile senza un atto di grande coraggio e denudamento da parte di chi incarnerà quelle parole in scena.
Il finale dello spettacolo è una piccola gemma ritrovata, un capitolo inedito del romanzo che, studiando, ho scoperto presso l’Archivio Giovanni Testori.
Valter Malosti




Foto di Federico Riva



Foto di Federico Riva